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MasQueDEMO: Dante - Le Barbuire di Lajetto

Data:

03/10/2015


MasQueDEMO: Dante - Le Barbuire di Lajetto

The Barbuire of the Ancient Carneval of Lajetto

MasQueDEMO: Dante - Le Barbuire di Lajetto.

 

The Barbuire of the Ancient Carneval of Lajetto:

 

Free of charge

 

Ten members of the The Barbuire of the Ancient Carneval of Lajetto, will perform the Dante Barbuire, a theatrical work-in-progress combining the tradition of Lajetto with the music of Carria and extracts from Cantos XXI-XXIII of Dante's Comedy.

 

Barbuire is name of the most important and frightening masks of the Carneval of Lajetto. The Barbuire of the Ancient Carneval of Lajetto consists of 30 members - 10 of which will be present in Helsinki. The Bear, Doctor, Soldier, Gentleman, Madam, Harlequins and the Old Ones are all characters from the carneval which we'll meet in the Dante Barbuire.

 

In addition, a lecture about the Carneval of Lajetto will be given by cultural anthropologist Caterina Agus.

 

Directed by Giorgio Quarello.

 

Eugenio Caria will accompany the Dante Barbuire by own compositions played live.

 

For more information, please visit www.metamorfoosi.com

 

Organizzato da:  Metamorfosi

In collaborazione: con Istituto Italiano di Cultura

 

Lo spettacolo Dante-Barbuire

Lo spettacolo nasce dall'idea di portare in scena una lettura carnevalesca di alcuni canti dell'Inferno dantesco e nello specifico di creare un connubio tra le Barbuire e i diavoli definiti collettivamente “Malebranche” dei canti XXI-XXIII dell'Inferno. In questo episodio, Dante e Virgilio si trovano a chiedere licenza di proseguire e il diavolo Malacoda offre loro una scorta composta da dieci suoi pari, con il compito di condurre i due poeti fino all’unico ponte che, ancora intatto, possa permettere loro di accedere alla ripa successiva. Ma in effetti non vi è un ponte che non sia crollato col terremoto seguito alla morte di Cristo, come si scopre al termine delle varie peripezie che Dante e Virgilio dovranno affrontare durante il loro viaggio. L'episodio si configura essere una sorta di diablerie, termine che identifica i cortei e le messe in scena di uomini travestiti da diavoli in occasione delle feste popolari medievali e rinascimentali. In queste cantiche Dante si serve abbondantemente di res comica, avvalendosi di un ricchissimo repertorio di scurrilità, volgarità, oscenità e battute irriverenti. Nella tradizione popolare medievale il diavolo ha una precisa comicità che esercita una funzione liberatoria dalle repressioni e dalle inibizioni sociali. La stessa trivialità messa in scena dalle Barbuire durante l'Antico Carnevale di Lajetto: perché Inferno e Carnevale sono profondamente intrecciati nella mentalità popolare, così come il Diavolo e il Buffone spesso si confondono, fino ad una (quasi) totale identificazione. La dismisura e la cacofonia dissonante del regno del deforme presentato da Dante nella sua Commedia ha preso in prestito dalla demonologia delle campagne e dello spirito irriverente del Carnevale non soltanto i tratti fisicamente folklorici rappresentati della figura dei diavoli (aspetto ferino e mostruoso) ma anche la sua vis comica (lazzi, peti e burle). Lo spettacolo si propone di evidenziare (tra gli altri) questi elementi e di riportare alla luce il fil rouge che lega l'Inferno dantesco al mondo grottesco del Carnevale, proponendo una lettura originale dei canti sopra citati.

Titolo dello spettacolo: Per noi si va nella città dolente

Comincia come un viaggio di conoscenza il nostro percorso nell’oltretomba dantesco. La selva oscura di Dante è una soglia da varcare e rappresenta allo stesso tempo un’opportunità di trasformazione: del resto l’Inferno è il dominio del deforme e il luogo delle metamorfosi, un viaggio del corpo e dell’anima per uscire dall’oscurità e riveder le stelle. Come un novello pellegrino dell’anima lo spettatore sarà accompagnato da una moltitudine di dannati e demoni, come le grottesche masnade ultraterrene che ancora oggi invadono le piccole borgate dell’arco alpino, simboli mostruosi della fecondità e della rinascita secondo i tipici paradigmi dell’ancestrale ritualità agraria di ascendenza popolare.

 

Il Carnevale

Il Carnevale rappresenta, in tutto l'arco alpino, un momento-rituale propiziatorio per celebrare l'avvento della primavera e la fine dell'inverno. Protagonisti della manifestazione, che tradizionalmente si svolgeva l’ultima domenica prima della Quaresima, sono vari personaggi divisibili in due categorie: i “brutti” e i “belli”. Alla categoria dei brutti appartengono l'Orso e i Vecchi e le Vecchie, mentre nel gruppo dei belli si annoverano il Medico, il Soldato, i due Arlecchini e la coppia formata dal Monsù e dalla Tota (un distinto signore e un'elegante signorina). Il Carnevale contiene una profonda struttura simbolica: le Barbuire, durante il loro percorso per le strette vie di Lajetto, fanno dispetti di ogni tipo e a volte stramazzano al suolo per farsi soccorrere dal Dottore, che li rianima con un generoso sorso di vino o grappa. Tra gli scherzi e le scorribande dei Vecchi e delle Vecchie si raggiunge un grande prato: qui l'Orso taglia la testa ad un gallo precedentemente appeso ad un albero e decreta la morte di Carnevale e la fine dell'inverno. Una volta il gallo era vero e il giorno dopo veniva cucinato e mangiato dai membri della Banda Musicale del paese che portavano avanti la tradizione del Carnevale, mentre oggi si tratta di un esemplare di plastica al quale sono state cucite addosso delle piume di gallina.

L’Associazione Culturale Le Barbuire è nata nel novembre 2010 grazie ad un gruppo di persone appassionate di tradizioni locali che hanno impiegato a titolo gratuito il proprio tempo e le proprie energie per riproporre l’Antico Carnevale del Lajetto, un antichissimo carnevale alpino abbandonato negli anni ’50 del Novecento, di cui era rimasta memoria grazie ad una serie di vecchie immagini in bianco e nero.

 

 

 

 

Informazioni

Data: Sab 3 Ott 2015

Ingresso : Libero


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